martedì 18 novembre 2025
Otiti perforate recidivanti e trauma transgenerazionale
In prima seduta si presenta una bambina di 7 anni accompagnata dalla madre. Il motivo della visita sono le otiti perforate recidivanti (prevalenti a sinistra) a cui è soggetta la bambina dai 4 anni di età.
A quell’epoca la piccola è stata sottoposta a intervento di adenoidectomia e tonsillectomia per patologie dell’apparato ORL. Purtroppo l’intervento non solo non ha prodotto il miglioramento della sintomatologia, ma da quel momento sono cominciati gli episodi di otiti perforate recidivanti.
La madre ha consultato medici specialisti, agopuntori, omeopati e osteopati per poter porre fine al problema, ma i tentativi fatti sono stati fallimentari.
A questo punto somministro il test cronoposturale per mettere in luce potenziali attivazioni dei circuiti di sopravvivenza del sistema nervoso autonomo, controllando la sequenza pentannuale dai 5 ai zero anni; purtroppo l’esito del test è negativo per scarsa collaborazione della piccola paziente.
In questi casi chiedo ai genitori se ci sono stati lutti prima del concepimento dei loro figli. La madre mi spiega che la bambina non ha mai conosciuto la nonna materna, deceduta molti anni prima per una patologia oncologica.
Somministro allora il test cronoposturale alla madre nella sequenza pentannuale dai 27 ai 23 anni (la signora è rimasta orfana a 24 anni). Sui punti da 27 a 25 non ci sono segnali di instabilità posturale, ma come raggiunge la posizione 24 avverte un intenso senso di percussione (come se qualcuno continuasse a bussare) nell’orecchio sinistro.
Questa singolare attivazione sensoriale indica la posizione nel Tempo (24 anni) di un trauma irrisolto e la sua proiezione nella generazione successiva con la manifestazione delle otiti perforate: una testimonianza somatica di un dolore ancora vivo.

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