giovedì 2 luglio 2026

Cronosomatica per agopuntori

La cronosomatica (Di Spazio, 1996) è basata sul principio che il corpo umano sia”tempo somatizzato” e che custodisca la memoria autonomica (e non solo) degli eventi traumatici. Secondo questo approccio metodologico la superficie cutanea ospita delle vere e proprie mappe olografiche temporali composte da specifici punti reattivi, denominati cronozonidi. Stimolando questi punti l’operatore punta a generare la navigazione nel passato (biografico, prenatale e transgenerazionale) per intercettare, elaborare e sciogliere i traumi personali o ereditati dagli antenati. Le mappe olografiche del Tempo sono, in particolare, quella riflessa lungo la colonna vertebrale e quella corrispondente ai cronozonidi posti sulle articolazioni interfalangee e metacarpofalangee delle mani (circuito cronodattilo, Di Spazio, 2020). Perché allora la cronosomatica per gli agopuntori? Perché integra le loro conoscenze di medicina cinese secondo una dimensione temporale. Come intervenire? Si possono trattare i punti della colonna vertebrale, ma più agevole e preciso è l’intervento diretto sui cronozonidi posti sulle articolazioni interfalangee e metacarpofalangee delle mani. In questo caso è fondamentale utilizzare gli aghi per agopuntura della mano (denominati anche Sooji Chim o aghi coreani). Gli aghi per l’agopuntura della mano presentano differenze in termini di lunghezza e diametro rispetto a quelli per l’agopuntura del corpo Gli aghi speciali presentano un’impugnatura normale, ma hanno un diametro molto ridotto (da 0,16 mm a 0,2 mm circa) e sono relativamente corti. Per alcuni aghi sono disponibili applicatori con o senza molla. Grazie al pratico magnete garantiscono un risultato preciso per un fissaggio sicuro degli aghi. Per stimolare correttamente i cronozonidi della mani, è necessario pungere al centro dell’articolazione interfalangea o metacarpofalangea. La mappa del circuito cronodattilo è inserita nel manuale “Cronosomatica e Terapia del Suono” di V. Di Spazio e G. Ferrero. (Fonte immagine: dr. Mauro Navarra)

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