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venerdì 8 febbraio 2013
Speleoterapia e stress
Uno studio clinico interessante del 2009 sugli effetti della speleoterapia (Nagy K, Berhés I, Kovács T et alii. Study on endocrinological effects of radon speleotherapy on respiratory diseases) ha coinvolto 81 pazienti: i soggetti arruolati hanno trascorso 4 ore al giorno per un totale di 15 giorni nella cava di Tapolca in Ungheria. Sono state eseguite misurazioni dei seguenti parametri endocrinologici prima e dopo la permanenza ipogea: TSH, FT3, FT4, prolattina, cortisolo, deidroepiandrosterone solfato, ACTH e beta endorfine.
I risultati dell’analisi statistica dei dati hanno messo in luce un significativo decremento dei valori del cortisolo (ormone dello stress), non direttamente collegati alla concentrazione di radon nell’ambiente ipogeo. Le conclusioni di questo studio sono state: Speleotherapy has an effect on the level of endocrine hormones (la speleoterapia produce effetti sul livello degli ormoni endocrini). In altre parole, questo studio evidenzia un dato significativo, l’influenza della speleoterapia sul livello specifico del cortisolo, ormone correlato con la risposta somatica allo stress.
Queste premesse suggeriscono quindi la possibilità di somministrare sessioni speleoterapiche in soggetti sofferenti di PTSD, la cosiddetta sindrome post-traumatica, come i veterani di guerra (Irak, Afganistan, etc.), i sopravvissuti a gravi incidenti e a catastrofi naturali. In Italia il primo centro pubblico dedicato alla speleoterapia si trova a Predoi in Valle Aurina (Alto Adige).
(Fonte studio: nt J Radiat Biol. 2009 Mar;85(3):281-90. Study on endocrinological effects of radon speleotherapy on respiratory diseases).
(Immagine tratta dall’ebook Lo gnomo Mimulus e la magica miniera di Wonderluft)
domenica 3 febbraio 2013
La speleoterapia a Predoi in Alto Adige
Il Centro Climatico di Predoi in Valle Aurina (provincia di Bolzano) è il primo centro italiano dedicato alla speleoterapia. La speleoterapia (o antroterapia) viene somministrata in ambiente ipogeo, caratterizzato da temperature basse (da 9° a 12°C). La maggior parte dei Centri di Speleoterapia è concentrata nell'Europa dell'Est, in particolare in Ucraina, in Slovenia e in Polonia. Gli ambienti sono ricavati da miniere dismesse nel passato e per questo è molto importante conoscerne la genesi orografica: molto spesso si tratta di miniere di salgemma (cloruro di sodio), di oro e argento oppure piombo come a Dellach in Carinzia (Austria). Il Centro Climatico di Predoi si contraddistingue da tutti gli altri perché nei secoli passati venivano estratte grandi quantità di rame. Il rame, Cuprum metallicum, è un metallo molto conosciuto in medicina omeopatica per la sua azione miorilassante; viene impiegato in caso di asma bronchiale, di coliche addominali, di spasmi della muscolatura liscia. In oligoterapia il rame viene impiegato come immunomodulante per incrementare naturalmente le difese del corpo e quindi anche come blando anti-infettivo nelle affezioni batteriche e virali delle vie respiratorie.
(Immagine tratta dalla fiaba terapeutica Lo gnomo Mimulus e la magica miniera di Wonderluft)
sabato 23 giugno 2012
Speleoterapia e memoria ancestrale
La speleoterapia o antroterapia consiste nella permanenza all’interno di cavità rocciose (naturali o artificiali come le miniere), dove il particolare microclima aereo, poverissimo di polveri e allergeni, determina una naturale e efficace decongestione delle vie respiratorie;
per questi motivi la speleoterapia trova indicazioni cliniche nel trattamento complementare dei disturbi dell’apparato broncopneumonico.
Ma la permanenza in queste cavità può influenzare anche lo stato psicoemotivo? Alcuni studi sperimentali con pazienti disabili (vedi un interessante docufilm su youtube della psicoterapeuta Nardella) sembrano dimostrare un’azione positiva.
Sono dell’opinione che i possibili benefici della speleoterapia sulla condizione psicoemotiva possano essere ricondotti a una complessa costellazione di fenomeni, fra cui anche l’attivazione di segnali inconsci della nostra memoria ancestrale. Non dobbiamo infatti ignorare che i nostri antenati sono vissuti nelle caverne per decine di migliaia di anni. La permanenza in questi luoghi ha permesso, per un tempo lunghissimo, la possibilità di difendersi dai predatori, di allevare la prole, di accudire anziani e malati, di stoccare il cibo e addirittura di produrre arte. In sostanza, la vita nelle caverne ha offerto all’umanità un vantaggio evolutivo ancora registrato nel nostro patrimonio genetico. (Fonte immagine: viaggiaresempre.it)
sabato 16 giugno 2012
Elettrosmog e speleoterapia (2)
domenica 6 maggio 2012
Elettrosmog e speleoterapia
Con elettrosmog si intende l’esposizione antropica agli effetti dell’inquinamento elettromagnetico. L’elettrosmog, oggetto di studio della medicina ambientale, rientra nel lungo elenco dei cosiddetti fattori stressogeni, che comprende l’esposizione incontrollata e potenzialmente tossica agli agenti chimici, fisici e biologici: il nostro corpo è continuamente bersagliato dall’azione di questi agenti e deve attivare uno stato di allerta difensivo permanente. Come possiamo schermarci dalla sistematica interferenza delle sollecitazioni generate dall’esposizione all’inquinamento elettromagnetico?
Esiste la possibilità di attivare una temporanea mitigazione di questi effetti?
Possiamo pensare a una eventuale desensibilizzazione come si prevede nel caso delle allergie? La risposta è sì e prende il nome di speleoterapia (terapia in caverna). All’interno delle viscere di una montagna si assiste a un naturale abbattimento delle interferenze prodotte dalle onde elettromagnetiche per effetto della sua schermatura rocciosa. La permanenza controllata all’interno della cavità montana può contribuire quindi a generare una forma di desensibilizzazione da elettrosmog.
Ma esistono in Italia centri di speleoterapia aperti al pubblico?
Il primo centro climatico pubblico dedicato alla speleoterapia si trova a Predoi in valle Aurina (Alto Adige)ed è stato fondato nel 2003.
Il Centro Climatico Predoi è meta terapeutica per i soggetti sofferenti di asma allergico (e in generale di broncopneumopatie ostruttive), ma potrebbe diventare un luogo privilegiato anche per chi desidera desensibilizzarsi temporaneamente dagli effetti dell’inquinamento elettromagnetico (nell’immagine l’autore del blog all’ingresso della miniera di Predoi).
sabato 5 maggio 2012
Asma e speleoterapia
Si è appena concluso a Lutago in Valle Aurina (Alto Adige) il simposio internazionale intitolato Nuove vie complementari nella terapia dell’asma bronchiale. Questo primo incontro, che ha visto il contributo di esperti germanici, austriaci e italiani, ha sottolineato con evidenze scientifiche il ruolo positivo della speleoterapia nel trattamento delle pneumopatie ostruttive. Il trattamento consiste nell’esposizione a un microclima (quello all’interno della grotta), dove l’aria è purissima e priva di agenti irritanti. La bassa temperatura (10°C) in combinazione con un’umidità relativa del 100% genera una profonda azione detossificante delle mucose aeree. La stazione climatica di Predoi in Valle Aurina, guidata con passione dal suo Direttore dr. Albin Voppichler, è il primo centro italiano dedicato alla speleoterapia (la fondazione del Centro risale al 2003). Per ulteriori informazioni vedi il sito: www.io-respiro.it.
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La Sensibilità Chimica Multipla (MCS) è una sindrome immuno-tossica infiammatoria simile, per certi versi, all’allergia e molto spesso scambiata con essa, poiché i sintomi appaiono e scompaiono con l’allontanamento dalla causa scatenante, ma le sue dinamiche e il suo decorso sono completamente diversi, ovvero si perde per sempre la capacità di tollerare gli agenti chimici (questo dal I° stadio). E’ una sindrome multisistemica di intolleranza ambientale totale alle sostanze chimiche, che può colpire vari apparati ed organi del corpo umano: “Le sostanze chimiche danneggiano il fegato e il sistema immunitario sopprimendo la mediazione cellulare che controlla il modo in cui il corpo si protegge dagli agenti estranei; i sintomi si verificano in risposta all'esposizione a molti composti chimicamente indipendenti e presenti nell'ambiente in dosi anche di molto inferiori da quelle tollerate dalla popolazione in generale”.