Benvenuti sul blog di cronosomatica
- Temi del blog: cronosomatica, psicobiologia del trauma emotivo, riflessioni e strategie di sopravvivenza per vivere più leggeri
lunedì 18 settembre 2023
Sistema nervoso autonomo e traumi dell'ancestralità
Il nostro sistema nervoso autonomo è in ultima analisi un kit biologico di sopravvivenza che ci accompagna durante la vita.
La sua risposta agli eventi avversi dipende da 3 fattori:
1. Eventi avversi durante l’esistenza.
2. Memorie somatiche legate alla nostra ancestralità comune (le risposte di allerta sviluppate attraverso migliaia di generazioni).
3. Ancestralità familiare (i traumi emotivi dei nostri Antenati).
Il legame del sistema nervoso autonomo con l’ancestralità indica come l’orizzonte temporale delle nostre risposte inconsce sia molto ampio.
La cronosomatica ci aiuta a risolvere questi blocchi.
(Fonte immagine: archivio Di Spazio)
sabato 16 settembre 2023
Sclerosi multipla e cronoposturologia
Ho trattato una paziente di 47 anni con sintomatologia da Sclerosi Multipla in trattamento farmacologico da 2 anni.
Il test cronoposturale esplorativo ha evidenziato sul punto 42 (43° anno di età) severa anteropulsione con flessione del tronco e perdita immediata di forza muscolare negli arti inferiori. Alla luce della teoria polivagale di Porges questo cedimento strutturale (shut down) è da interpretare come attivazione del circuito dorsovagale, circuito collegato con la risposta di minaccia vitale del sistema nervoso autonomo. La successiva stimolazione vibratoria dell'apofisi spinosa di D5 ha generato un riflesso in sede cefalica e simultaneamente riverberazione lungo l'arto inferiore destro fino al piede (decorso di GB in medicina tradizionale cinese). Nella paziente la malattia ha esordito con disestesie e perdita di forza muscolare nell'arto inferiore destro. Ho applicato i cerotti (Chronopatching) sul punto D5 e ventralmente sul CV12 (Vaso Concezione). Il Vaso Concezione 12 corrisponde al 43° anno di età secondo il mio metodo (cronosomatica). Infatti i circuiti temporali da me individuati si localizzano in corrispondenza del Vaso Governatore, del Vaso Concezione e sulle dita delle mani (circuito cronodattilo).
Il successivo test cronoposturale (test valutativo), somministrato subito dopo l'applicazione dei cerotti, ha mostrato netto miglioramento della postura e della forza muscolare sul punto 42.
venerdì 14 aprile 2023
Traumi emotivi e memoria muscolare
La teoria polivagale di Porges illustra la risposta del sistema nervoso autonomo ai segnali di pericolo attraverso 3 fondamentali circuiti: il circuito ventrovagale connesso alla sicurezza, quello ortosimpatico basato sulla risposta Fight-or-Flight e infine il circuito dorsovagale, associato allo spegnimento (shut down). Dinanzi ai segnali di pericolo o di minaccia vitale il sistema nervoso guida la risposta muscolare nei circuiti ortosimpatico e dorsovagale attraverso mobilizzazione e immobilizzazione. Questo significa che sono i muscoli a sedimentare per primi le informazioni legate agli eventi stressanti. Il Test Cronoposturale è un test clinico altamente preciso per misurare la risposta del sistema nervoso autonomo nella dimensione del Tempo. Le eventuali oscillazioni posturali indicano in ultima analisi l'impegno delle diverse catene muscolari come risposta somatica all'evento avverso. Poiché sarebbe praticamente impossibile regolare la risposta delle singole catene muscolari, si può intervenire con successo trattando i punti cutanei dei circuiti temporali (dorsale, ventrale e cronodattilo). I punti interessati vengono trattati con l'applicazione dei cosiddetti "Stabilizzatori Posturali", patch di 10 millimetri di diametro, che vengono mantenuti in loco per 21 giorni.
(Fonte immagine: archivio Di Spazio)
domenica 26 febbraio 2023
Il test cronoposturale, il cervello destro e il trauma coaching
Scrive Allan N. Schore in “Psicoterapia con l’emisfero destro”: “L’emisfero destro media la nostra risposta emotiva e corporea al pericolo, alle sfide ambientali, al dolore e allo stress. Media i sistemi di attacco e fuga e freezing attraverso le sue connessioni con il sistema nervoso autonomo e quello ormonale.”
Il test cronoposturale mette in luce i coinvolgimenti diretti del sistema autonomico e del cervello destro, substrato biologico dell’inconscio e delle memorie emotive implicite. Per questi motivi il test si inserisce in modo estremamente coerente nella cornice teorica polivagale di Porges e in quella regolatoria affettiva di Schore.
Quando il soggetto manifesta una risposta di cedimento posturale durante il test può comparire una reazione di pianto disperato e incoercibile ad una determinata età, segno evidente di coinvolgimento del cervello destro.
Il paziente può esprimere anche emozioni come rabbia, impotenza, rifiuto e disperazione senza essere in grado di offrire una spiegazione del motivo (memorie emotive implicite depositate nel cervello destro e non disponibili alla soglia di coscienza).
L’emersione di cariche affettive negative durante la somministrazione del test rappresenta il primo passo verso la regolazione autonomica e l’integrazione di emozioni dissociate.
Il test cronoposturale può essere considerato a tutti gli effetti un vero viaggio nel Tempo (nella biografia del paziente) e in grado di far emergere le memorie emotive criptate nel nostro cervello destro; per le sue straordinarie implicazioni cliniche il test rappresenta inoltre uno strumento indispensabile nel trauma coaching.
Fonte immagine: archivio Di Spazio
giovedì 2 febbraio 2023
Il test cronoposturale e l'emisfero destro
Il test cronoposturale misura la risposta del sistema nervoso autonomo nel tempo. Eventuali oscillazioni dell’equilibrio posturale (anteropulsione, retropulsione, lateropulsione, cedimento) sono indice di non sicurezza del sistema nervoso autonomo (SNA) nella finestra temporale coinvolta.
In altre parole, il SNA in quel punto del tempo (età) riproduce una modalità di pericolo o di minaccia vitale che dissipa energia vitale e genera schemi comportamentali difensivi, registrati come memorie emotive negative nell’emisfero destro (sede delle memorie emotive implicite e della risposta inconscia).
Questo schema autonomico si ripete all’infinito, condizionato dalla reazione ai segnali di pericolo, anche quando questi ultimi sono cessati.
Lo schema difensivo si protrae nel tempo assumendo caratteri disfunzionali, perché desincronizzati e decontestualizzati rispetto all’evento originario.
L’intervento terapeutico sulla coordinata temporale corrispondente all’età coinvolta (Cronoaptica) promuove il ritorno al circuito di sicurezza del sistema nervoso autonomo secondo la triade gerarchica di Porges.
In questo modo, anche gli schemi difensivi associati tendono progressivamente a ridursi, perché non più funzionali.
(Fonte immagine: archivio Di Spazio)
martedì 31 gennaio 2023
Cronocezione neurobiologica e traumi transgenerazionali
L’esperienza clinica in cronosomatica e, in particolare, lo studio delle risposte attivate dal test cronoposturale indicano che il nostro sistema nervoso autonomo non risponde soltanto ai segnali di pericolo o di minaccia vitale degli eventi postnatali.
Le sue proprietà di reazione agli eventi stressanti risalgono indietro nel tempo delle generazioni passate. Come si evidenzia questa cronocezione neurobiologica?
Attraverso il test cronoposturale è possibile mettere in luce una età sincronizzata con gli eventi passati.
Poniamo l’esempio di una paziente diciottenne che non ha mai conosciuto il nonno paterno, scomparso quando suo padre aveva 22 anni.
Si testa la posizione 22 per valutare eventuali risposte cinetico-posturali su quella finestra di tempo; se la paziente rimane stabile sul punto, possiamo escludere un suo coinvolgimento neurobiologico, ma se presenta attivazione cinetico-posturale allora viene confermata la sincronizzazione transgenerazionale.
(Fonte immagine: archivio Di Spazio)
mercoledì 25 gennaio 2023
Traumi transgenerazionali e sistema nervoso autonomo
Io non credo che il tempo
sia uniforme.
Terence Mc Kenna
Il test cronoposturale è un test fondamentale in cronosomatica, poiché rivela la potenziale disregolazione del sistema nervoso autonomo nella dimensione del tempo. Siamo portati a credere che il sistema nervoso autonomo (SNA) reagisca a segnali di pericolo e di minaccia vitale, esperienze alle quali siamo stati esposti nella vita fino al momento presente. Le mie ricerche indicano invece che il SNA reagisce anche a traumi avvenuti nelle generazioni passate.
A tale proposito illustro il seguente caso clinico: una mamma mi porta in visita la figlia di quasi quattro anni, perché la bambina manifesta da quasi 10 mesi un attaccamento morboso nei suoi confronti. Piange spesso in modo disperato se non c’è un contatto fisico diretto e lamenta nausea e algie addominali ricorrenti.
Ho trattato sulla bambina il cronopunto collegato con il 4° anno di età (C3) senza un miglioramento sensibile.
Alla seconda seduta ho somministrato il test cronoposturale alla madre sulla sequenza 15-12 anni, poiché la paziente aveva perso improvvisamente sua madre (nonna materna della bambina) a 13 anni.
Nello stesso momento in cui la paziente ha toccato il punto 13 e ha cominciato ad oscillare (retropulsione), la bambina si è improvvisamente rovesciata dalla sedia ed è caduta a terra (fenomeno di entanglement).
Non dimentichiamo che la bambina fino a quel momento aveva continuato a piangere e a lamentarsi.
Ho applicato il patch alla madre sul cronopunto corrispondente ai 13 anni e già la piccola aveva ridotto le crisi di pianto.
A quel punto ho applicato alla bambina il patch sullo stesso punto della madre (13 anni) e poco dopo si è addormentata.
Questo indica un immediata trasformazione del campo morfico (come direbbe Rupert Sheldrake) transgenerazionale.
Ho spiegato alla madre che sua figlia esprime inconsciamente attraverso le manifestazioni di attaccamento morboso (pianto ricorrente e bisogno di contatto fisico continuo) il terrore di perderla.
Il caso succitato indica un dato sconvolgente: l’estensione temporale a cui risponde il SNA non si arresta al nostro ciclo biologico, ma copre anche gli eventi delle generazioni che ci hanno preceduto.
L’immagine riprodotta riguarda un soldato caduto in Galizia a 26 anni (1888-1914) durante la Prima Guerra Mondiale.
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La Sensibilità Chimica Multipla (MCS) è una sindrome immuno-tossica infiammatoria simile, per certi versi, all’allergia e molto spesso scambiata con essa, poiché i sintomi appaiono e scompaiono con l’allontanamento dalla causa scatenante, ma le sue dinamiche e il suo decorso sono completamente diversi, ovvero si perde per sempre la capacità di tollerare gli agenti chimici (questo dal I° stadio). E’ una sindrome multisistemica di intolleranza ambientale totale alle sostanze chimiche, che può colpire vari apparati ed organi del corpo umano: “Le sostanze chimiche danneggiano il fegato e il sistema immunitario sopprimendo la mediazione cellulare che controlla il modo in cui il corpo si protegge dagli agenti estranei; i sintomi si verificano in risposta all'esposizione a molti composti chimicamente indipendenti e presenti nell'ambiente in dosi anche di molto inferiori da quelle tollerate dalla popolazione in generale”.






